N-23 – L’esilio e la morte

Il pomeriggio del 22 giugno Napoleone abdica per la seconda volta a favore di suo figlio, sotto il nome di Napoleone II, imperatore dei Francesi. Ma Parigi è ugualmente invasa dagli eserciti coalizzati.
Il 25 giugno Napoleone decide di fuggire negli Stati Uniti dove sarebbe ben accolto, ma, pensando all’onestà dell’Inghilterra e al diritto di ospitalità, decide di consegnarsi agli inglesi come prigioniero. Il 15 luglio sale sulla nave inglese Bellerofhonte; ma gli inglesi hanno già deciso la sua sorte, invece di dargli il salvacondotto per l’America, gli comunicano che è stato condannato all’esilio; la sua nuova residenza sarà su un’ isola inaccessibile: Sant’Elena. Napoleone è indignato: “Sono venuto liberamente a pormi sotto la protezione inglese, invece ora si stanno violando i sacri diritti dell’ospitalità”. Il 7 agosto Napoleone, a bordo della nave Northumberland, salpa alla volta di Sant’Elena, dove arriva il 15 ottobre, dopo 70 giorni di navigazione.
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Durante il duro esilio, Napoleone detta al conte di Las Cases il Memoriale di Sant’Elena, l’opera in cui appare nella sua fulgida grandezza e verità la figura e il senso ultimo di Napoleone. Nella seconda metà dell’aprile del 1821, lui stesso scrive le sue ultime volontà e molte note a margine (per un totale di 40 pagine).
Il 5 maggio 1821 Napoleone muore. Aveva chiesto di essere seppellito sulle sponde della Senna, ma viene invece seppellito a Sant’Elena. Gli inglesi gli tributano gli onori riservati ad un generale.
Nove anni dopo la morte di Napoleone, i Borboni vengono scacciati. La statua dell’imperatore viene restaurata sulla colonna di Place Vendôme; quando Gerolamo Bonaparte porta la notizia a Letizia, la vecchia madre ormai inferma, essa si rianima e cerca con gli occhi il busto del figlio: “L’imperatore è tornato a Parigi”, sussurrò.
Il 15 dicembre 1840, per volontà del re Luigi Filippo, le spoglie dell’imperatore tornano a Parigi. La tomba di Napoleone si trova ancora oggi nell’Hôtel des Invalides.
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