N-21 – I Cento Giorni

1815: il ritorno in Francia, Waterloo e la seconda abdicazione
In Francia, il ritorno dei Borboni aveva, dopo i primi mesi, suscita un vivo malcontento. L’arroganza degli ex emigrati, il ritorno a forme e usi che la repubblica aveva cancellato, mal dispongono l’animo di molti francesi verso Luigi XVIII e la sua corte. Esplode anche qualche tumulto e qualcuno inizia a rimpiangere il regime napoleonico.Il primo marzo 1815 Napoleone, insieme a 1.000 granatieri, fugge dall’Isola d’Elba a bordo della nave Incostant; tre giorni dopo raggiunge le coste francesi. iniziano i cento giorni.
Le prime resistenze le incontra a Grenoble, il 7 marzo, quando dei soldati minacciano lo scontro a fuoco: Napoleone non si scompone e si avvicina ai soldati “se c’è un uomo che voglia uccidere il suo imperatore, ecco il momento”. Le truppe ostili vengono conquistate da questo gesto coraggioso, e non solo fanno entrare in città Napoleone, fraternizzando con la Guardia, ma subito dopo giunge il colonnello Labedoyere alla testa del suo reggimento per inneggiare all’imperatore e mettersi a sua disposizione.

Il 13 marzo, al Congresso di Vienna, Inghilterra, Russia, Austria e Prussia rinnovano l’alleanza militare e si organizzano per combattere il “fuorilegge” Napoleone.
Il 20 marzo Napoleone rientra a Parigi portato in trionfo dalla folla alle Tuilleries.
Napoleone, per nulla intimorito dalle manovre nemiche, tenta in ogni modo di conservare la pace, ma alla fine è costretto addirittura a prendere l’iniziativa, per evitare alla Francia una guerra sul suo territorio.
Il 16 giugno ha luogo la prima battaglia: sconfigge i prussiani a Ligny. Ma il 18 giugno, il campo di battaglia quello di Waterloo…..

La battaglia comincia alle ore undici e mezza. Attraverso fasi alterne con terribili cariche di cavalleria e con cannoneggiamenti tambureggianti, la linea inglese nel tardo pomeriggio sembra piuttosto compromessa. Nonostante l’ottimo piano strategico e tattico, Napoleone viene trattenuto sul campo di battaglia di Waterloo dalle truppe di Wellington che, pur ormai al tracollo, ricevono l’aiuto dei Prussiani. è il rovescio della situazione. Napoleone viene sconfitto.
Davanti all’irreparabile catastrofe, alcuni battaglioni resistevano con commovente ma inutile eroismo. Perfino lo stesso Napoleone volle entrare nel quadrato della Guardia, forse con il proposito di lottare fino alla disperazione e trovarvi la morte. Ma sembra che Soult, l’abbia fermato con queste parole: “Sire, i nostri nemici oggi sono già abbastanza felici !”. Fra i tanti fedelissimi, l’eroismo del generale Jacques Pierre Cambronne rifulse a Waterloo. Resistette ad oltranza agli inglesi, ed esasperato per le intimazioni di resa del nemico, in un impeto di rabbia, rispose con la celebre esclamazione: “Merde !”. Poco dopo una palla di cannone lo colse in pieno in fronte: fu ferito, ma sopravvisse e venne assolto da un consiglio di guerra stabilito dopo la restaurazione dei Borboni; gli venne in seguito assegnato il comando della piazza di Lille dal 1820 al 1822.
A Waterloo i francesi persero 25.000 uomini, 20.000 gli inglesi e 4.000 i prussiani.

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