La falsificazione dei semi di cacao

I popoli delle Americhe precolombiane usavano vari tipi di merci come moneta: piccole asce metalliche, foglie di coca, piume, pietre semipreziose, conchiglie e semi di cacao. Questi beni erano spesso usati per pagare la differenza tra il valore dei beni barattati; era raro che venissero usati per pagare l’intero prezzo. I Maya Putún usavano comunemente i semi di cacao come moneta, anche perché essi controllavano le grandi e prolifiche piantagioni situate nell’attuale stato messicano di Tabasco.
Ma chi maneggiava i semi di cacao doveva fare molta attenzione, perché alcuni falsari producevano sistematicamente delle contraffazioni. Il missionario e cronista Bernardino de Sahagún (1499-1590) scrisse che esistevano ben tre tipi di falsificazione del cacao: il primo metodo era la fabbricazione di falsi semi, ottenuti impastando semi di avocado polverizzati, pasta di amaranto e cera. Il secondo metodo consisteva nello svuotamento dei baccelli e il successivo riempimento con dell’argilla; infine i semi freschi potevano subire un trattamento con della calce per farli sembrare già tostati e pronti all’uso.
Questo fatto rende bene l’idea che sono davvero poche le monete davvero sicure; nella storia umana forse l’unica moneta non falsificabile è stata la conchiglia cauri.

In foto: autentici semi di cacao prodotti nel Tabasco (Messico), tostati e pronti all’uso.

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