Germania, 100 euro per l’abbazia di Lorsch

L’abbazia imperiale di Lorsch fu una delle più famose abbazie dell’Impero carolingio; si trova nella cittadina tedesca di Lorsch, nel land dell’Assia.
Fu fondata nel 764 dal conte dei franchi Cancor e da sua madre Williswinda, che la eressero come chiesa proprietaria (Eigenkirche), cioè costruita su un terreno privato e su cui il signore feudale aveva il diritto di nominare il personale ecclesiastico. Cancor chiamò quindi Chrodegang, arcivescovo di Metz, che divenne il primo abate. La chiesa ed il monastero furono consacrati a San Pietro nel 774 dall’arcivescovo di Magonza Lullo, alla presenza di Carlo Magno.
La biblioteca e lo scriptorium dell’abbazia resero Lorsch uno dei più importanti centri culturali tedeschi del X ed XI secolo. Papi e imperatori favorirono a più riprese l’abbazia con privilegi e donazioni, conferendole un patrimonio fondiario che si estendeva dalle Alpi al mare del Nord. Così Lorsch in breve tempo divenne non solo immensamente ricca, ma anche dotata di una notevole influenza politica. Venne quindi dichiarata una Reichsabtei, cioè un principato sovrano soggetto direttamente e solamente al Sacro Romano Imperatore.
Nel 1232, a causa delle pressioni di Federico II, l’abbazia andò a far parte dei possedimenti di Sigfrido II, arcivescovo di Magonza. In questo modo terminò il periodo d’oro dell’indipendenza politica e culturale di Lorsch.
Verso il 1240 il monastero fu affidato a dei monaci premonstratensi, che vi rimasero fino al 1556, quando Lorsch e altri territori della regione passarono nelle mani di principi che avevano aderito al luteranesimo e al calvinismo. Ottone-Enrico, elettore palatino, portò tutti i volumi contenuti nella biblioteca dell’abbazia ad Heidelberg, dove creò la famosa Biliotheca Palatina. Subito dopo, fra il 1557 e il 1563, i pochi monaci che ancora risiedevano a Lorsch vennero congedati e mandati altrove. Nel 1622, dopo la cattura di Heidelberg, Massimiliano I donò la splendida libreria (196 casse di manoscritti) a papa Gregorio XV.
Durante la guerra dei trent’anni (1618-1648) l’abbazia di Lorsch subì le prime devastazioni: molti edifici furono rasi al suolo. Poi durante le guerre contro la Francia di Luigi XIV (1679-1697) le truppe francesi incendiarono gli edifici ancora esistenti. Del monastero sopravvisse solo una piccola parte, utilizzata come deposito di tabacco negli anni precedenti lo scoppio della prima guerra mondiale.
La vecchia porta di accesso, la Torhalle, costruita nel IX secolo da Ludovico il Cieco, è il più antico monumento della Franconia ancora esistente; combina elementi degli archi trionfali di epoca romana con tipici elementi teutonici. Pur essendo caduta in rovina, i suoi resti sono comunque considerati l’edificio pre-romanico più importante di tutta la Germania. Nel 1991 le rovine furono inserite nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Nel 2014 la Germania dedicherà all’abbazia di Lorsch, in occasione del 1250° anniversario della sua fondazione, una moneta da 100 euro in oro puro. La moneta pesa 15,55 grammi (mezza oncia) ed ha un diametro di 28 millimetri. La moneta è stata disegnata da Frantisek Chochola e verrà coniata da tutte e cinque le zecche tedesche (Amburgo, Berlino, Karlsruhe, Monaco e Stoccarda). L’emissione è prevista per l’ottobre 2014.

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