Prezzi e stipendi nel nord Italia nell’aprile 1945

sigarette_africaCome tutti sanno, nell’aprile 1945 l’Italia settentrionale visse la fine dell’occupazione tedesca, la fine del regime fascista e l’uccisione di Benito Mussolini, di Claretta Petacci e di molti gerarchi. Meno noti sono i prezzi e gli stipendi che in quel mese caratterizzavano la vita economica delle città del nord.

A Bologna, dove prezzi e stipendi erano inferiori del 30% rispetto a Roma, al mercato nero un chilo di farina costava 30 lire, uno di pancetta 800. Invece per un vestito da uomo si spendevano tra le 15.000 e le 20.000 lire, mentre il costo di un paio di scarpe da uomo era di 5.000 lire.

A Genova lo stipendio medio oscillava tra le 2.000 e le 2.500 lire al mese, mentre gli operai specializzati guadagnavano fino a 5.000 lire. Nel capoluogo ligure il comando alleato impose il calmiere sia ai prezzi che agli stipendi, ma esisteva un florido mercato nero. Ad esempio il prezzo ufficiale di un chilo di pane bianco era di 5,50 lire, ma procurandoselo per altre vie si potevano spendere anche 150 lire. Al mercato nero si potevano reperire anche altri generi alimentari; ecco qualche esempio:

  • verdure: da 5 a 7 lire al chilo;
  • olio d’oliva: 900 lire al litro;
  • zucchero: 400 lire al chilo, anche se poco tempo prima costava 560 lire;
  • vino: da 70 a 80 lire al litro;
  • un pasto in mensa (riso con verdura più fagioli e patate): 20 lire, ma con l’aggiunta di alcuni extra si poteva arrivare ad 80 lire. Invece i ristoranti della città erano tutti chiusi.

Questi invece erano i prezzi richiesti ai genovesi per l’acquisto di altri beni (vestiti, accessori e altro):

  • scarpe da uomo in cuoio: da 2.000 a 3.000 lire a paia;
  • vestito da uomo in cascami di lana: da 8.000 a 10.000 lire;
  • vestito da uomo in lana: 25.000 lire;
  • camicia da uomo in seta: da 1.500 a 2.500 lire;
  • camicia da uomo in altri tipi di stoffa: da 800 a 1.000 lire;
  • cravatta: da 25 a 80 lire;
  • lamette da barba: da 12 a 30 lire;
  • calze di seta da donna: da 300 a 350 lire;
  • pettini piccoli: da 12 a 30 lire;
  • brillantina per capelli: da 25 a 30 lire a boccetta;
  • lucchetti piccoli: da 25 a 35 lire;
  • sigarette Africa (in foto): 160 lire, anche se poco tempo prima costavano 270 lire;
  • sigarette Serraglio: 150 lire, anche se poco tempo prima costavano 250 lire;
  • medicine: costavano il doppio rispetto al 1940, ma i prezzi di Genova erano comunque molto inferiori a quelli di Roma
  • oro: 500 lire al grammo, anche se poco tempo prima costava 900 lire.

A Milano i prezzi erano molto simili a quelli di Genova, ma c’erano delle eccezioni. La farina era carissima perché costava da 1.000 a 1.200 lire al chilo; invece il riso era abbondante e per averne un chilo erano sufficienti da 50 a 60 lire. Il burro costava 200 lire al chilo.
Le automobili costavano meno che a Roma: una Balilla 90.000 lire, una Fiat 1100 130.000 lire. Il prezzo degli pneumatici era davvero sproporzionato rispetto a quello dell’auto: per averne quattro servivano dalle 60.000 alle 100.000 lire. Oggi può sembrare incredibile, ma all’epoca questo era normale: già prima del 1943 a Roma una Fiat 1100 costava 40.000 lire e le gomme altrettanto, per un totale di 80.000 lire.
Ma nell’aprile 1945 il vero problema degli automobilisti milanesi era il prezzo della benzina che, essendo stata accaparrata dai fascisti in fuga, era quasi introvabile e costava ben 500 lire al litro.

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