Una piccola moneta racconta…..

Questa è la storia di un impero in difficoltà raccontata da una sua piccola moneta; entrambi saranno spazzati via da una grave crisi finanziaria e politica.
La sconfitta nell’assedio di Vienna del 1683 segnò l’inizio del declino dell’Impero Ottomano.

Nel 1821, esso dovette affrontare la volontà d’indipendenza della Grecia, che diverrà indipendente nel 1829. L’anno successivo il grande impero islamico subì un altro colpo con l’occupazione di Algeri da parte della Francia.
Nel corso del XIX secolo l’Impero subì la riduzione dei propri domini europei con l’indipendenza della Serbia, della Romania con l’unificazione di Moldavia e Valacchia, del Montenegro e della Bulgaria e l’espandersi di questi Stati e della Grecia ai danni degli Ottomani.
Nel 1911 l’Impero perse una guerra contro l’Italia per il possesso della Tripolitania e della Cirenaica. L’anno seguente l’Impero fu sconfitto, in pochi mesi, nella prima guerra balcanica e perse tutti i territori che conservava in Europa.
Il colpo definitivo arrivò con la prima guerra mondiale: gli ottomani si allearono con gli Imperi Centrali e, con essi, fu pesantemente sconfitto. Il sultanato ottomano sopravvisse fino al novembre del 1922, quando crollò a seguito di questa disfatta, e il suo ultimo sultano Mehmed VI venne deposto. L’anno seguente fu proclamata la Repubblica Turca.

Parte di questa lunga crisi è testimoniata dal depauperamento del metallo fine contenuto nelle monete. Come esempio, si possono osservare le monete spicciole da un para. Nel realizzare questo piccolo studio ho preso in considerazione un periodo di 70 anni, ovvero quello che va dall’inizio del regno di Selim III (1789) all’ultimo anno di coniazione del para (1859).

Durante il regno di Selim III (1789-1807) la quantità di argento è stabile (465 millesimi) e il para viene coniato in varie versioni dal diverso peso. Infatti si va dai 0,24 ai 0,48 grammi.

Nel suo brevissimo regno (1807-08), Mustafa IV stabilizza il peso del para a 0,40 grammi, mantenendo inalterato il titolo dell’argento.

Il crollo del para avviene durante il lungo regno di Mahmud II (1808-39).
Già nel suo primo anno d regno, il sultano abbasa il peso del para da 0,40 a 0,32 grammi, pur mantenendone stabile il titolo (sempre 465 millesimi); due anni dopo avviene un altro deciso abbassamento di peso. Nel 1821, poi, il peso è dimezzato. 0, 15 grammi (contro gli 0,32 del 1808).
Un tentativo di rivalutazione avviene nel 1822, quando il titolo è portato a 720 millesimi. Ma già l’anno dopo, viene abbassato a 600 millesimi.
Ma dopo 6 anni ciò divenne insostenibile: nel 1829 (anno dell’indipendenza greca) il para inizia la sua picchiata. Vengono abbattuti sia il peso che il titolo: ora la moneta è ridotta a 0,10 grammi di peso per un titolo di appena 220 millesimi. Tre anni dopo il titolo dell’argento precipita a 170 millesimi.

Il regno di Abdul Mejid (1839-61) segnerà la fine di questa piccola moneta, definitivamente divorata da una feroce inflazione, che segnerà la crisi anche delle monete ottomane più grandi. Già nel primo anno del suo regno, Abdul Mejid diminuisce ulteriormente il titolo della moneta: ormai non ha più senso definirla “d’argento”.

Sette anni dopo (1846) il para diventa una moneta di rame, ma la sua crisi non finisce qui….
Infatti ora il peso varia da 1 ad 1,10 grammi; ma otto anni dopo è abbassato a 0,80-0,90 grammi.
Nel 1859 il para, ormai ridotto a mezzo grammo di rame, viene coniato per l’ultima volta.
Tabella riepilogativa
cliccateci per ingrandirla
I grammi di argento puro presenti nel para (1789-1859)
cliccate sul grafico per ingrandirlo

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