Contante libero, una battaglia di civiltà

contante_liberoCome i nostri lettori avranno notato, questo sito a volte si occupa di economia monetaria ma non lo ha mai fatto in modo politicamente schierato e anche in futuro continuerà a non farlo.
Ma il travagliato ed incerto periodo che stiamo vivendo ci impone di fare un’eccezione, in quanto l’attuale crisi economica ha fatto nascere un progetto grave e pericoloso: l’abolizione del denaro contante. Scegliamo quindi di schierarci perché riteniamo che sulla questione del contante sia in gioco una buona parte della libertà e del futuro di tutti noi.

La proposta di abolire il contante inziò a concretizzarsi nel 2009 con alcuni articoli di giornale; poi nel giugno 2011 con il cosiddetto “No cash day”, a cui accennammo anche noi. Nel novembre dello stesso anno la lotta al contante divenne un fatto di dominio pubblico per opera di Milena Gabanelli, tramite un articolo pubblicato sul Corriere della Sera. Poi il 15 aprile 2012 la stessa giornalista rilanciò l’idea di abolire il contante tramite Report, la trasmissione televisiva che conduce su Raitre. Di lì a poco vennero creati dei siti internet, finanziati dalle banche, dedicati alla lotta al contante. Chi vuole abolire il contante usa il pretesto di combattere l’evasione fiscale; lo definiamo pretesto perché chi ha letto autori come Mises, Hayek, Rothbard o Huerta de Soto sa bene che l’evasione fiscale non è certo una concausa (né tantomeno la causa) delle crisi economiche.

In ogni caso già il governo Berlusconi abbassò il tetto per i pagamenti in contanti alla cifra di 2.500 euro, mentre dal 6 dicembre 2011 questa soglia è stata ulteriormente abbassata a 1.000 euro dal governo Monti. Come se non bastasse, poche settimane fa Pierluigi Bersani, capo della coalizione che con buona probabilità vincerà le prossime elezioni politiche, ha dichiarato che intende abbassare il limite a 300 euro. Tutto ciò dimostra che l’idea di abolire il contante sta gradualmente imponendosi presso l’intera classe politica italiana.

Perché siamo contrari a questa escalation e definiamo grave e pericolosa l’idea di abolire il contante?

Tralasciamo il fatto che da quasi 2700 anni ogni civiltà eurasiatica ha lasciato traccia del suo passaggio sulla Terra coniando quelle monete che oggi ci raccontano dei grandi avvenimenti ma anche e soprattutto della vita quotidiana dei nostri antenati. Quanto poco potranno conoscerci gli uomini del futuro se noi oggi cancellassimo la nostra moneta, che è forse l’oggetto che più potrà raccontare di noi?
Tralasciamo il fatto che la moneta (quella fisica, quella che ha viaggiato nei secoli per arrivare nelle attuali collezioni numismatiche) è una preziosa testimone del passato e che essa ha aiutato a chiarire la Storia e a volte l’ha addirittura scritta.
Tralasciamo anche il fatto che le monete dei secoli e dei millenni passati ci permettono di capire le scelte di politica monetaria che fecero i governanti del tempo; tralasciamo anche il fatto che dai loro errori si potrebbe (anzi, si dovrebbe) imparare tanto per non ripeterli.

Lasciamo perdere tutto questo. Parliamo del presente e torniamo alla domanda di poco fa: perché siamo contrari all’idea di abolire il contante e pensiamo che sia grave e pericolosa? Perché abolire il contante significa abolire la libertà. Infatti l’Italia rischia di diventare il primo esperimento in cui viene istituito il completo controllo sulla vita dei cittadini attraverso il totale monitoraggio dei pagamenti.
Perché restringendo le possibilità per gli agenti economici di scegliere come metodo di pagamento ciò che essi considerano più adeguato, si va ad incidere per forza di cose direttamente sulla libertà e le abitudini delle persone.
Perchè la progressiva eliminazione del contante e la simultanea imposizione dall’alto della moneta elettronica alimenta il potere arbitrario e discrezionale delle élites politiche e finanziarie. Il costante consolidamento di questo potere è da ritenersi estremamente pericoloso poiché sottintende l’accettazione di una società dalle caratteristiche distopiche, dove ognuno di noi non è concepito come fine, bensì come semplice mezzo.
Perché in un paese senza contanti quei cittadini che risulteranno sgraditi ad un eventuale governo dittatoriale (poco importa se di destra o di sinistra) potranno essere praticamente condannati a morte con un solo clic, semplicemente azzerando il loro denaro virtuale. Nemmeno George Orwell era arrivato a formulare una simile ipotesi nel suo romanzo 1984.

Di seguito riportiamo i “10 punti per il contante libero”, stilati dai promotori dell’iniziativa Contante Libero, appena presentata e che Numismatica e Storia ha deciso di appoggiare. Sul sito Contante Libero è possibile firmare una petizione in favore dell’uso del contante; i promotori si propongono raggiungere il traguardo di 200.000 firme prima del 24 febbraio 2013, giorno in cui si svolgeranno le elezioni politiche. L’obiettivo è fare pressione sulla classe politica e far entrare questo tema nella campagna elettorale.

  • Eliminare o limitare il contante è un grave atto contro la libertà dei cittadini;
  • eliminare o limitare il contante significa affidarsi a canali elettronici tenuti sotto controllo da poche entità che avrebbero in mano il monopolio dei mezzi di transazione finanziaria. La moneta elettronica è lecita ed utile ma deve rimanere una libera scelta;
  • eliminare o limitare il contante è un “regalo” alle banche ed alla finanza che guadagnano su tutti i pagamenti, salvo quelli in contanti;
  • eliminare o limitare il contante significa colpire un mezzo di pagamento semplice, efficace, poco costoso e uguale per tutti. Affidarsi ai canali elettronici significa altresì dover sottostare al pagamento di commissioni ad ogni atto di pagamento. 100 euro in contanti dopo 100 passaggi di mano sono sempre 100 euro. 100 euro elettronici dopo 100 passaggi sono diventati 45 euro. 55 euro sono “svaniti” per finire in mano a banche e affini;
  • eliminare o limitare il contante significa perdere la proprietà diretta e materiale dei propri risparmi che diventano virtuali, sotto la tutela ed il controllo di terzi. È pertanto possibile, con un semplice click, impedirci di accedere alla nostra liquidità o di prelevare i nostri risparmi, che appartengono solo a noi ed a nessun altro. In tempi di Grande Crisi e di rischio default questo punto è quanto mai vitale ed importante;
  • eliminare o limitare il contante significa infliggere un durissimo colpo al nostro diritto alla privacy;
  • “l’occhio di una telecamera” ci spierebbe 24 ore su 24, rendendoci soggetti non solo ad un controllo pervasivo ma anche arbitrario, in balia alle imprevedibili evoluzioni socio-politiche della Storia. Immaginate se un domani questo potere finisse in mano ad un novello Hitler o Stalin, o peggio, ad un banchiere;
  • eliminare o limitare il contante è contro la natura dell’uomo: otterrai solo un fiorente mercato nero;
  • eliminare o limitare il contante come misura di lotta all’evasione è un’assurdità che nasconde i veri scopi dei promotori di questa “crociata”: il contante è un mezzo ad ampia diffusione che solo marginalmente viene usato in modo illegale. La vera evasione passa attraverso ben altri canali, quasi tutti elettronici e sotto il controllo delle banche;
  • invertendo lo slogan delle lobbies che vogliono eliminare il contante, possiamo affermare che la difesa del contante è una vera e propria battaglia di civiltà (e di libertà);
  • per impedire che avvenga l’eliminazione del contante bisogna diffondere le nostre critiche razionali e far sentire il nostro grido di protesta e disapprovazione.

Chi volesse approfondire maggiormente questi punti può leggere il Manifesto per il Contante Libero, in cui inoltre si ribatte punto per punto alle motivazioni avanzate da chi vuole abolire il contante.
Numismatica e storia invita i suoi lettori a firmare la petizione sul sito Contante Libero e magari a commentare questo articolo per farci sapere cosa pensano su questo argomento.

Vi lasciamo con un ottimo video sul contante di Roberto Gorini (“Economia di strada”).


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