Un tesoretto da 2.517 miliardi di lire nelle case degli italiani

E’ un autentico tesoretto quello che si nasconde nelle case degli italiani visto che ammonta a ben 2.517 miliardi di lire il totale dei soldi del vecchio conio che gli abitanti dello Stivale non hanno ancora portato a cambiare in Banche, Istituti di Credito o in altri uffici preposti al cambio monetario in valuta corrente, ovvero in Euro, a partire dal changeover del 01 Gennaio 2002.
Come si suol dire, non è per fare i conti in tasca a nessuno ma certo è che questa notevole quantità di valsente, come la chiamerebbe il ricco Paperon de’ Paperoni, appare decisamente spropositata se solo pensiamo che sono già 9 anni che l’Euro fa da ripieno (esiguo, in verità molto esiguo…), nei portafogli degli italiani, molti dei quali probabilmente rimpiangono talmente tanto le vecchie banconote con Verdi, Bellini, Volta e Michelangelo da non volersene distaccare del tutto.

Proprio a questo proposito, il valore delle banconote in lire stipate in cassetti e tasche del Belpaese è destinato a restare solo affettivo, o ad essere tale solo per le quotazioni della numismatica, se non sarà convertito in Euro entro e non oltre il 27 Febbraio 2012, data ultima che BankItalia ha fissato per effettuare il cambio da Lira in Euro. Visto in chiave ironica, questo strano e impensabile accumulo di denaro del vecchio conio da parte degli italiani sembra avallare il modo di dire “si stava meglio quando si stava peggio”, anche perchè dalla sua entrata in vigore la moneta comune ufficiale dell’Unione Europea non hai mai riscosso il pieno favore e l’incondizionata simpatia di molti connazionali.
Da segnalare infine in tema, la singolare iniziativa dell’Hemingway Caffè di San Mauro in Valle vicino Cesena che per tutto Ottobre e l’inizio di Dicembre 2010 ha dato alla clientela la possibilità di pagare in vecchie lire caffè, pastarelle, tessere del bus e altri prodotti e articoli dell’esercizio. L’iniziativa ha riscosso una favorevole adesione, tanto che il simpatico e fantasioso gestore Agostino Alvisi non esclude che possa essere ripetuta in un prossimo futuro. Sempre entro e non oltre il 27 Febbraio 2012 naturalmente.

Fonte: http://www.paid2write.org/

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