N-18 – L’Impero (V parte)

1814: la Francia invasa, la prima abdicazione, l’esilio all’Elba

Il 25 gennaio 1814 saluta la moglie Maria Luisa e il figlio: non li rivedrà mai più.
Poi segue una serie di battaglie dall’andamento altalenante: vince a Brienne, perde a La Rothière, vince a Champaubert, Montmirail, Chateau Thierry, Vauchamps, Mormant, Villeneuve e Montereau. Poi perde a Laon e ad Arcy sur Aube.
In seguito a queste ultime sconfitte, Napoleone si propone di difendere Parigi, ma la città capitola il 30 marzo 1814.

In Italia gli Austriaci occupano Milano e proclamano l’annessione della Lombardia e del Veneto all’impero austriaco. I Savoia riprendono possesso del Piemonte, termina il Regno d’Italia.
Intanto, a Parigi, Talleyrand convince lo zar che l’unica soluzione saggia è il richiamo dei Borboni; lo zar Alessandro avrebbe anche preso in considerazione una pace diretta con Napoleone, ma alla fine si arrese ai suggerimenti dello scaltro Talleyrand.
Napoleone vorrebbe tentare un’ulitmo contrattacco, ma i suoi generali lo dissuadono. Allora tenta di affidare la reggenza al figlio e alla mogli, ma i coalizzati non accettano.Non resta che abdicare.
Il 6 aprile 1814 firmò l’abdicazione senza condizioni. Ecco il testo ufficiale:
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Avendo le potenze alleate dichiarato che l’Imperatore Napoleone era il solo ostacolo al ristabilimento della pace in Europa, l’Imperatore, fedele ai suoi giuramenti, dichiara di rinunziare per sé e per i suoi eredi ai troni di Francia e d’Italia, perché non v’è alcun sacrificio personale, sia pure quello della vita, che egli non sia pronto a fare nell’interesse della Francia.
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Lo stesso giorno il Senato acclamò il ritorno di Luigi XVIII. Napoleone viene abbandonato da tutti: anche il fedele cameriere privato Constant e il servitore mamelucco Roustan se ne vanno.
Nella notte tra il 12 e il 13 aprile, Napoleone tenta di avvelenarsi. Ma il veleno, che porta con sé dai tempi della ritirata da Mosca, ha ormai perso ogni potere. Napoleone sopravvive e si prepara ad affrontare l’esilio: gli è stata riconosciuta la sovranità dell’isola d’Elba.
Il 29 aprile 1814 lascia la francia; arriva all’Elba il 4 maggio e prende dimora a Portoferraio.
Ma all’Elba Napoleone non rimane inoperoso, nei dieci mesi permanenza riorganizza l’isola, aprendo nuove strade, costruendo edifici di pubblica necessità e dando nuovo impulso alle miniere e alle saline. La sua attività sbalordisce coloro che gli stanno intorno. Il colonnello inglese Campbell dice di lui “Sta realizzando il moto perpetuo”.Il 24 maggio 1814 Pio VII fa ritorno sul trono dello Stato Pontificio e a Roma viene subito ristabilito il tribunale dell’Inquisizione (di lavoro ne avrà moltissimo).
Il primo novembre inizia il Congresso di Vienna, tramite il quale si ristabiliscono le regole e le competenze territoriali degli stati. Ma non mancano i contrasti fra Inghilterra e Austria e fra Russia e Prussia.