I chop marks, contromarche cinesi sulle monete d’argento occidentali

Daoguang, imperatore della Cina dal 1820 al 1850, impose l’argento come unica forma di pagamento da parte degli stranieri, i quali erano soliti acquistare tè, porcellane ed altre merci. Da quel momento si intensificarono gli arrivi nei porti cinesi (fino al 1842 Canton era l’unico aperto al commercio estero) di navi da Inghilterra, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Francia, Germania, Danimarca e Stati Uniti cariche di tonnellate d’argento, perlopiù estratto nelle colonie americane della Spagna. L’unica ad opporsi alla decisione di Daoguang fu l’East India Company inglese che non voleva pagare i mercanti cinesi in argento e iniziò a pagarli in oppio; ciò causò l’ira della Cina che accusò gli inglesi di aver fatto aumentare la tossicodipendenza. Si arrivò allo scontro aperto, ovvero alle due guerre dell’oppio (1839-1842 e 1856-1860) , con cui gli inglesi occuparono Hong Kong  e misero a nudo la debolezza militare della Cina, aprendola alla penetrazione commerciale europea.

I chop marks sono segni apposti da banche o da uffici di cambio cinesi sulle monete in argento straniere, dopo averne verificato autenticità e peso, arrivate dall’estero in gran numero nonostante il rifiuto posto dall’East India Company. Questi segni vennero apposti soprattutto tramite punzonature più o meno elaborate, ma si riscontrano anche tagli sul bordo, contromarche con lettere dell’alfabeto latino (soprattutto la S) o numeri (soprattutto 5 ed 8), fino ad arrivare a marchi apposti con inchiostro o strisce di carta. L’apposizione dei chop marks, stando a quanto riferisce il “Chronicles of the East India Trading Company”, era già in uso nel 1776.

I chop marks si trovano sulle monete usate per il commercio internazionale quali gli 8 reales spagnoli (soprattutto coloniali) e quelli messicani (post-indipendenza), le “Piastre de Commerce” dell’Indocina francese e i Trade Dollars giapponesi, britannici, di Hong Kong (molto raramente) e statunitensi (in seguito ai rapporti commerciali arrivarono in Asia più di 27 milioni di Trade Dollars degli Stati Uniti). Esistono anche dei talleri di Maria Teresa che riportano dei chop marks, ma la loro autenticità è dubbia.
Chop è un termine che deriva dalla parola indiana chappa (o choppa) che significa “sigillo” o “marchio ufficiale”. Va precisato che chop mark è un’espressione valida per le punzonature effettuate in Cina, mentre per quelle indiane è più corretto parlare di shroff mark. Piuttosto rare sono le punzonature apposte in Giappone.

In foto (cliccateci per ingrandirla): chopmarks apposti su un 8 reales spagnolo coniato a Città del Messico nel 1792. Sono presenti, all’incirca, ben 30 punzonature al dritto e 20 al rovescio.

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