Roma, scoperto grande mosaico romano

Durante gli scavi nella galleria sud-ovest sotto le Terme di Traiano, all’inizio di viale del Monte Oppio (lato Colosseo), è stato rinvenuto un grande e pregevole mosaico romano, databile alla seconda metà del primo secolo dopo Cristo. Il mosaico si estende per quasi 16 metri lungo la parete, che è stata scavata fino a due metri di profondità, e si pensa che prosegua nel sottosuolo per altri 8 metri circa. Il mosaico raffigura Apollo e le Muse ed è legato tematicamente alla decorazione parietale scoperta nel 1998, in cui è  rappresentato un filosofo ed una Musa su un prospetto architettonico di sfondo.

Apollo è rappresentato nudo, con il manto sulla spalla e che porta la cetra sul braccio sinistro. Il dio costituiva probabilmente la figura centrale di una composizione che adornava la stanza dedicata alle arti di una ricca domus privata, costruita dopo l’incendio di Roma del 64 dopo Cristo, che nel 109 d.C. l’imperatore Traiano non esitò a distruggere per costruirvi sopra delle terme popolari. «A quei tempi l’urbanistica aveva altri metodi», scherza il sovraintendente Umberto Broccoli, presentando il reperto. «Qualcuno qui ha costruito una grande casa patrizia quasi totalmente coperta di mosaici e pitture, dunque ricchissima, e più o meno nell’anno 100 qualcun’altro ha deciso che questa casa non dovesse più esistere, e sopra si realizzò una grande area termale. Un’operazione urbanistica spericolata, un esproprio di una casa patrizia per costruire una struttura popolare». La galleria che ospita il mosaico era stata utilizzata, fino agli anni ’90, come deposito del Servizio Giardini dell’Ama.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha dichiarato: “Il mosaico parietale rinvenuto a Colle Oppio grazie ai lavori di scavo portati avanti dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale rappresenta una scoperta archeologica di straordinario valore per la città di Roma”. “Questo ritrovamento”, ha aggiunto il primo cittadino, “ci deve far riflettere sull’immenso patrimonio di storia e arte che dobbiamo non solo difendere, ma rendere sempre più fruibile al grande pubblico. Ora dobbiamo fare un ulteriore sforzo per trovare le adeguate risorse finanziarie per proseguire nei lavori e aprire il cantiere al pubblico. Auspico, in questo senso, il concorso di tutte le autorità competenti per reperire le risorse necessarie”.

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