La chiesa di San Giorgio di Ilori nella contesa tra Georgia ed Abkhazia

La chiesa di San Giorgio di Ilori (in georgiano:. ილორის წმ გიორგის ეკლესია) è una chiesa ortodossa medievale situata nel villaggio di Ilori, nel territorio conteso dell’Abkhazia. La chiesa fu costruita nel primo quarto del secolo XI e rappresenta uno dei siti architettonici più importanti della Georgia occidentale; è anche considerata uno dei luoghi religiosi più significativi della Georgia medievale. Nel corso della sua lunga storia, la chiesa, a navata unica, subì alcune importanti modifiche architettoniche e fu riparata dal principe Levan Dadiani II nel XVII secolo, per poi essere bruciata dai turchi ottomani nel 1736. L’edificio fu restaurato ancora una volta dai principi di Odishi nella seconda metà dello stesso secolo. Il 9 febbraio 2011, il governo dell’Abkhazia ha trasferito in perpetuo la gestione della chiesa alla Chiesa ortodossa abkhaza.

Nel 2010 la chiesa subì un restauro che, secondo il governo georgiano, avrebbe determinato gravi danni alle caratteristiche storiche della chiesa.
La Georgia accusa il governo abkhazo (che ha dichiarato l’indipendenza dalla Georgia il 23 luglio 1992) di aver intonacato alcune parti dell’edificio, sia all’esterno che all’interno della chiesa, in cui erano presenti iscrizioni e affreschi con elementi culturali georgiani, nonchè di aver sostituito la cupola in stile georgiano con una in stile russo. Il governo georgiano ha invitato le organizzazioni internazionali di conservazione e, in particolare, l’UNESCO ad intervenire.

Nelle foto (cliccateci per ingrandirle): la chiesa prima del restauro (foto in alto) e dopo il restauro (foto qui a lato).

Demur Bzhania, capo della direzione abkhaza per la salvaguardia dei beni culturali, ha dichiarato che il sacerdote della chiesa non aveva coordinato la ricostruzione con il suo ufficio e ha ammesso che il posizionamento della cupola avrebbe dovuto essere corretto. Tuttavia, ha difeso l’intonacatura delle pareti, sostenendo che gli interni non erano stati toccati e che vecchie fotografie degli esterni della chiesa non mostrano alcuna iscrizione o affresco georgiano. Secondo il capo della Chiesa ortodossa abkhaza, Vissarion Aplaa, la chiesa inizialmente non aveva una cupola, e la “correttezza storica” dell’edificio fu violata per la prima volta proprio quando le autorità della Georgia vi posizionarono una cupola in stile georgiano, tra gli anni ’40 e ’50 del XX secolo. Questa cupola era poi crollata durante la guerra 1992-93 tra Georgia e Abkhazia e ora il parroco l’ha sostituita con una nuova cupola per impedire all’acqua di entrare in chiesa.
La questione è stata sollevata anche dalla delegazione georgiana presso il 25° incontro per la prevenzione degli incidenti, a Chuburkhindji il 22 febbraio 2011, chiedendo una visita congiunta alla chiesa. Viacheslav Chirikba, inviato speciale del presidente abkhazo, ha dichiarato alla vigilia della riunione che la Georgia non aveva alcuna autorità per sollevare la questione, e che il capo dell’EUMM (European Union Monitoring Mission in Georgia) Hansjörg Haber e il rappresentante speciale dell’ONU Antti Turunen aveva avuto l’opportunità, durante le visite informali per convincere si che il carattere storico della chiesa non era stata compromessa. La chiesa è stata visitata anche dal rappresentante speciale dell’Unione europea Pierre Morel, il 18 febbraio.

Sono da inquadrare all’interno di questa contesa anche le emissioni di due monete entrambe dedicate proprio alla chiesa di San Giorgio di Ilori, una georgiana del 2009 e l’altra abkhaza del 2010.

La moneta georgiana ha un valore facciale di 10 lari, è in argento 925, pesa 28,28 grammi ed ha un diametro di 38,61 millimetri. È stata prodotta in soli 3.000 esemplari, tutti in versione fondo specchio (proof) dalla zecca finlandese di Vantaa. Il dritto è stato disegnato da Temur Apkhadze, il rovescio da Mamuka Gongadze.

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La moneta abkhaza ha un valore facciale di 10 apsars, è in argento 925, pesa 33,62 grammi ed ha un diametro di 39 millimetri. È stata prodotta in soli 1.000 esemplari, tutti in versione fondo specchio (proof). Si inquadra nella serie di 7 monete denominata “Siti storici dell’Abkhazia”.

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