Weimar, testimonianze dell’iperinflazione

Fu orribile. Orribile! Colpì come un fulmine. Nessuno se l’aspettava. Gli scaffali dei negozi erano vuoti. Coi tuoi soldi di carta non potevi comprare nulla.

Da un’intervista a Frederich Kessler, docente di Legge alla Harvard University

Per rendere l’idea di quanto spaventosa sia stata l’iperinflazione che colpì la Germania all’inizio degli anni ’20, riportiamo una tabella che illustra il tasso di inflazione tedesco dal 1914 al 1923.

Mese

Inflazione %

Luglio 1914

1,0

Gennaio 1919

2,6

Luglio 1919

3,4

Gennaio 1920

12,6

Gennaio 1921

14,4

Luglio 1921

14,3

Gennaio 1922

36,7

Luglio 1922

100,6

Gennaio 1923

2.785

Luglio 1923

194.000

Novembre 1923

726.000,000.000

In quest’altra tabella si può vedere l’evoluzione dei prezzi di argento ed oro in marchi; i prezzi si riferiscono ad un’oncia (31,10 grammi). Ogni commento sarebbe superfluo.

ANNO

DATA

ARGENTO

ORO

1919

Gennaio

12

170

Maggio

17

267

Settembre

31

499

1920

Gennaio

84

1.340

Maggio

60

966

1921

Settembre

80

2.175

1922

Gennaio

249

3.976

Maggio

375

6.012

Settembre

1.899

30.381

1923

Gennaio

23.277

372.447

Maggio

44.397

710.355

5 giugno

80.953

1.295.256

3 luglio

207.239

3.315.831

7 agosto

4.273.874

68.382.000

4 settembre

16.839.937

269.429.000

2 ottobre

414.484.000

6.631.749.000

9 ottobre

1.554.309.000

24.868.950.000

16 ottobre

5.319.567.000

84.969.072.000

23 ottobre

7.253.460.000

1.160.552.662.000

30 ottobre

8.419.200.000

1.347.070.000.000

5 novembre

54.375.000.000

8.700.000.000.000

13 novembre

108.750.000.000

17.400.000.000.000

30 novembre

543.750.000.000

87.000.000.000.000

Come si può vedere, tra il 16 ed il 23 ottobre 1923 il rapporto oro-argento (gold-silver ratio) decuplicò, passando da 16 a 160 nel giro di pochi giorni. Questa apparente anomalia è dovuta al fatto che il 20 ottobre in Sassonia e, poi, il 23 ottobre ad Amburgo scoppiarono delle rivolte dei comunisti. Temendo l’instaurarsi di un regime di tipo sovietico (con relativi espropri di ricchezza), i tedeschi che possedevano metalli preziosi vennero presi dal panico e decisero di convertire tutto il loro argento in oro senza badare al prezzo. Infatti a parità di valore il metallo giallo occupa molto meno spazio: si nasconde meglio ed è più facile da trasportare.

In questo scenario di aumento vertiginoso dei prezzi di beni e servizi (si tenga presente che gli stipendi venivano pagati di ora in ora per non fargli perdere tutto il potere d’acquisto), le banconote emesse solo qualche mese prima non avevano più alcun potere d’acquisto e finivano per avere un valore pari a quello della carta straccia. Infatti i tedeschi, come testimoniano le foto che seguono, le usavano per far giocare i bambini, per accendere il camino o la stufa e addirittura come carta da parati (evidentemente tutte quelle banconote non sarebbero bastate per acquistare quella vera). O semplicemente buttavano via le banconote, dando lavoro extra ai netturbini.
Nella penultima immagine (fonte: bild.bundesarchiv.de), un blocco per appunti nell’ottobre 1923; i fogli sono banconote da 1 milione di marchi. Il prezzo di un blocco per appunti era di diversi miliardi.
Nell’ultima immagine: una medaglia del 1923 che riporta questo testo: Il 1° novembre 1923 1 libbra di pane costa 3 miliardi, 1 libbra di carne 36 miliardi, 1 bicchiere di birra 4 miliardi.

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