Francia, quarto di scudo 1603 per Rennes

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Stato: Francia
Anno: 1603
Re: Enrico IV
Valore nominale: 1/4 di scudo
Diametro: 27 millimetri
Peso: 9,56 grammi
Metallo: argento 917
Contorno: liscio

Dritto
HENRICVS. IIII. D. G. FRANC ET. NAVA. REX – 1603
Croce fogliata

Rovescio
IIII – SIT. NOMEN. DOMINI. BENEDICTVM – 9
Scudo di Francia coronato

Zecca: Rennes (9)
Tiratura: 317.520 pezzi
Direttore di zecca: Charles Bedeau (fiore di cardo, a destra del segno di zecca)
Incisore: Thomas Yves (mezzaluna sotto la M di DOMINI)
Assi: sfasati di 100° circa
Decreto: lettere patenti del 15 novembre 1589
Conservazione: BB+
Note: questa moneta è stata coniata dopo il 1° agosto: il fiore di cardo indica il direttore Charles Bedeau, entrato in carica il 1° agosto in sostituzione di François Mezard e Jacques Grandamy (in carica fino al 31 luglio 1603)
Riferimenti bibliografici: C.1517 – L.1066 – Dy.1224 – Sb.4686

STORIA
Enrico IV nacque a Pau il 13 dicembre 1553 e morì a Parigi il 14 maggio 1610; fu re di Francia dal 1589 alla sua morte. Era figlio di Antonio di Borbone, duca di Vendôme e di Giovanna III regina di Navarra. Fu detto il Grande (ma ebbe anche il soprannome di Le Vert Galant: verde per il colore con il quale più amava vestirsi, galante in riferimento alla sua grande passione per le donne).
Alla morte del predecessore Enrico III, ultimo membro del ramo dei Valois-Angoulême rimasto privo di eredi, per individuare il legittimo pretendente alla corona di Francia secondo la legge salica si dovette risalire al Luigi IX il Santo. Attraverso il figlio cadetto di quest’ultimo (Roberto di Clermont) si discese fino ad Enrico III di Navarra che, divenendo re di Francia, assunse il nome Enrico IV. Egli fu il primo re francese della dinastia dei Borboni.
Enrico era ugonotto ma si convertì al cattolicesimo il 25 luglio 1593, su suggerimento del Granduca di Toscana Ferdinando I de Medici, per poter salire sul trono di Francia. Egli pose fine alle guerre di religione iniziate diversi anni prima (1562) tra cattolici ed ugonotti: nell’aprile 1598 emise il cosiddetto Editto di Nantes, con il quale, a certe condizioni e con certi limiti anche territoriali, veniva concessa la libertà di culto in tutto il territorio francese. Questo atto fu primo esempio di norma basata sulla tolleranza religiosa.
Per quanto riguarda la politica economica, Enrico IV si affidò al ministro duca di Sully, un ugonotto che riuscì a realizzare l’opera di ricostruzione interna in una Francia stremata da più di trent’anni di guerre civili.
Nel 1604 introdusse la tassa detta paulette pagando la quale il funzionario acquistava, oltre agli emolumenti che gli sarebbero derivati dalla sua attività, anche la possibilità di trasmettere in eredità il suo ufficio. Rinasceva in questo modo una nobiltà giovane (la noblesse de robe, nobiltà di toga), un corpo di funzionari distinto e contrapposto all’antica nobiltà feudale (la noblesse d’epée, nobiltà di spada), la quale si vedeva lentamente sottrarre potere e prestigio soprattutto a livello locale. In questa prospettiva, la monarchia poteva disporre, per i suoi progetti assolutistici, della fedeltà di questo nuovo ceto contro le spinte centrifughe dell’antica nobiltà: infatti, l’obiettivo che Enrico IV si proponeva era esattamente quello di dissociare a livello locale le vecchie clientele dagli obblighi verso l’aristocrazia feudale. Così facendo però, siccome il denaro guadagnato non veniva più investito ma finiva in terreni e titoli, si assistette ad una graduale frenata dello sviluppo economico del paese.
Raggiunta una certa stabilità interna, Enrico IV nuovamente si occupò di politica estera seguendo un programma anti-spagnolo: stipulò accordi con le Province Unite, con Venezia, con Carlo Emanuele I di Savoia e con principi calvinisti tedeschi. Il progetto era ormai pronto quando nel 1610 François Ravaillac, un fanatico cattolico invasato dalle teorie del legittimo tirannicidio, uccise Enrico IV mandando a monte il disegno del re.

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