Un portamonete di 2000 anni fa

Vi segnalo questo oggetto che ci testimonia la vita quotidiana nell’Impero Romano: è un portamonete (all’epoca chiamato locellus), rinvenuto nell’area suburbana di Ercolano.
E’ lungo 12,6 cm, largo 6,5 cm e alto 4 cm. E’ in legno (in parte carbonizzato); ad Ercolano sono stati trovati tre di questi portamonete.
All’interno si vede ancora il suo contenuto originario: un sesterzio di Vespasiano (al rovescio la Pax) ed un denario talmente corroso da averne impedito l’identificazione.Il reperto appartiene al Museo Archeologico di Napoli.Aggiungo qualche nota tratta dal libro Rediscovering Pompei edito da L’Erma di Bretshneider (Roma, 1992) e da cui è tratta la foto in basso.

L’uso di scatole a scomparti di varia grandezza per contenere monete è attestato in epoca romana da numerose fonti antiche. Questi contenitori si differenziano dall’arca, che è una cassaforte vera e propria e dagli altri portamonete da indossare quali il sacculus e il marsupium, borse di varia dimensione in materiale deperibile. Contenitori come il locellus erano realizzati anche in altri materiali quali ad esempio l’avorio ed impreziositi da particolari decorativi. L’eccezionalità dell’oggetto è data dalla rarità dei rinvenimenti lignei in contesti antichi. Il legno si è invece conservato ad Ercolano grazie alla dinamica del suo seppellimento, rendendola un luogo unico per lo studio delle suppellettili lignee di età romana.

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