Le monete d’oro svizzere (1883-1949)

La monetazione aurea emessa dalla Svizzera tra il 1883 e il 1949 comprende monete da 10, 20 e 100 franchi rispondenti ai criteri metrico-ponderali adottati dall’Unione Monetaria Latina. Vediamole in dettaglio iniziando dal taglio emesso per primo, nonché il più comune: quello da 20 franchi.

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20 franchi (marengo)

Metallo: oro 900
Peso: 6,452 grammi
Diametro: 21 millimetri
Spessore: 1,25 millimetri
La moneta da 20 franchi è stata coniata dal 1883 al 1949 ed è quella più diffusa, essendo stata prodotta in 58.634.296 pezzi. Per conoscere il valore delle annate più comuni potete consultare questa pagina, alla voce “marengo”.
Della moneta da 20 franchi sono state emesse due tipologie:

Primo tipo: Libertà (1883-1896)

Dritto: busto diademato e laureato della Libertà e legenda CONFŒDERATIO HELVETICA. Sul diadema vi è la legenda LIBERTAS.
Rovescio: stemma di Stato svizzero sormontato da una stella e circondato da una corona di ulivo e quercia. Data.

Questa tipologia di marengo fu incisa da Eduard Durussel e sul contorno presenta la scritta DOMINUS *** PROVIDEBIT ********** (con l’eccezione degli esemplari datati 1883).

Tirature
1883: 250.000 (contorno rigato)
1886: 250.000
1887: 176
1888: 4.224
1889: 100.000
1890: 125.000
1891: 100.000
1892: 100.000
1893: 100.000 + 25 oro di Gondo
1894: 120.600
1895: 200.000 + 19 oro di Gondo
1896: 400.000 (esiste una variante con il contorno differente: DOMINUS *** ********** PROVIDEBIT)

Per “oro di Gondo” (gondogold) si intende l’oro proveniente dalle miniere di Gondo (canton Vallese), un paese di montagna a sud del Sempione, vicino al confine con l’Italia. Già al tempo dei Romani nella zona di Gondo si estraeva l’oro. Tra il 1660 e il 1691 la miniera di Gondo visse i suoi anni migliori, grazie alla famiglia Stockalper. La miniera fallì nel 1897.
La coniazioni con l’oro di Gondo sono caratterizzate da un colore più chiaro e sono riconoscibili soprattutto per la punzonatura di una piccola croce al centro della croce svizzera. A causa del così limitato numero di pezzi (25 nel 1893, 19 nel 1895, 29 nel 1897) ovviamente il valore è elevatissimo; la bassissima tiratura ha spinto alcuni autori a considerare queste monete come delle prove.

Secondo tipo: Vreneli (1897-1949)

Moneta incisa da Fritz Ulysse Landry (1842-1927).

Dritto: busto giovanile di donna (Vreneli), con acconciatura da sposa; bavero decorato con edelweiss (stella alpina); montagne sullo sfondo. In alto, HELVETIA; in basso a destra, firma dell’incisore F. LANDRY.
Rovescio: stemma di Stato svizzero posto su rami di quercia e contornato dalla legenda 20 FR. In basso, data e segno di zecca B (Berna).
Vreneli è il diminutivo di Verena, che è la personificazione della Svizzera. L’identità della modella è incerta: potrebbe trattarsi di Françoise Kramer-Egli (1859-1946) di Neuchatel, ma anche di Rosa Tännler (1878-1946) di Gadmen (Oberhasli).

Contorno 1897-1935: 22 stelle (il numero di cantoni dell’epoca)
Contorno 1947-1949: AD LEGEM ANNO MCMXXXI

Tirature:
1897: 400.000 + 29 oro di Gondo + 12 esemplari di prova con ritratto differente
1898: 400.000
1899: 300.000
1900: 400.000
1901: 500.000
1902: 600.000
1903: 200.000
1904: 100.000
1905: 100.000
1906: 100.000
1907: 150.000
1908: 355.000
1909: 400.000
1910: 375.000
1911: 350.000
1912: 450.000
1913: 700.000
1914: 700.000
1915: 750.000
1916: 300.000
1922: 2.783.678
1925: 400.000
1926: 50.000
1927: 5.015.000
1930: 3.371.764
1935: 175.000
1935-L: 20.008.813
1947: 9.200.000
1949: 10.000.000

Si tenga presente che quando fu creata, la moneta da 20 franchi era utilizzata normalmente nei commerci, ma nel 1935 il valore dell’oro contenuto superava quello nominale del 40%: un marengo era arrivato a valere 28 franchi. Per questo motivo la coniazione venne sospesa.

La moneta datata 1935-L merita un approfondimento. Essa fu coniata dal 1945 al 1947: ne vennero coniate 3.500.000 nel 1945, 7.108.813 nel 1946 e 9.400.000 nel 1947. Questi marenghi presentano la data 1935 per evidenziare che le monete presentavano la stessa quantità d’oro di quelle coniate prima della svalutazione del franco, avvenuta nel 1936. Le monete coniate nel dopoguerra sono facilmente distinguibili da quelle prodotte nel 1935 grazie alla lettera L (sta per Lingot) che compare a sinistra della data.
Il rapporto Eizenstat redatto dal governo degli Stati Uniti nel 1997 sostenne che tra il 1939 e il 1945 la Germania trasferì alla banca nazionale svizzera i lingotti d’oro confiscati in vari Paesi europei, per un valore complessivo (stimato nel 1997, quindi oggi molto superiore) di 4 miliardi di dollari. In particolare il rapporto si sofferma sul problema dell’oro rubato agli ebrei e agli oppositori politici uccisi dai nazisti, ventilando anche l’ipotesi che parte di quel metallo (soprattutto denti d’oro) sia poi stato usato nel dopoguerra per coniare i marenghi svizzeri. Questa tesi venne sostenuta anche da una televisione inglese, che ha fatto analizzare due marenghi del dopoguerra e vi ha trovato un tenore di mercurio (usato nelle amalgame dentali) più alto del normale. In realtà queste accuse, oltre a non essere dimostrabili, sono anche inconsistenti; basti pensare che nel 1945 l’esercito americano trovò ben 20 tonnellate di “oro dei morti” in Germania, nella miniera di salgemma di Merker (Turingia). Quest’oro non era stato rifuso: il governo nazista non aveva osato affidare al personale della zecca degli oggetti originali così compromettenti; la maggior parte dell’oro proveniente dai campi di concentramento non è mai stata messa in circolazione. Inoltre nel luglio del 1946 il controllo delle finanze registrò che per la coniazione dei vreneli 1935-L la zecca ha utilizzato solo lingotti in suo possesso prima dello scoppio della guerra. I detrattori della Svizzera hanno contestato anche la datazione delle monete: perché datare 1935 i marenghi emessi dieci anni dopo? Per farle passare come monete “pulite”? In realtà chi avanza queste critiche dimentica che i 20 franchi coniati dal 1945 al 1947, come già detto, sono facilmente distinguibili da quelli prodotti nel 1935 grazie alla lettera L. Quel che è certo è che attualmente l’oro rubato alle vittime dei nazisti è sparso nelle riserve auree di tutto il mondo, comprese quelle degli Stati Uniti e degli altri paesi alleati.

10 franchi (mezzo marengo)

Metallo: oro 900
Peso: 3,226 grammi
Diametro: 19 millimetri
Spessore: 0,90 millimetri
Contorno: rigato

Dritto: busto giovanile di donna (Vreneli), con acconciatura da sposa; bavero decorato con edelweiss (stella alpina); montagne sullo sfondo. In alto, HELVETIA; in basso a sinistra, firma dell’incisore F. LANDRY.
Rovescio: in alto, stemma di Stato svizzero in una corona di raggi di luce. Al centro, legenda 10 FR. In basso, intrecciati tra loro, un ramoscello di rosa alpina (rhododendron hirsutum) e di genziana. Data e segno di zecca B (Berna).

La moneta da 10 franchi è stata coniata dal 1911 al 1922 in 2.650.056 pezzi. Di seguito, le tirature annuali:
1911: 100.000
1915: 200.000
1913: 600.000
1914: 200.000
1915: 400.000
1916: 130.000
1922: 1.020.000

100 franchi

Metallo: oro 900
Peso: 32,258 grammi
Diametro: 35 millimetri
Spessore: 2,20 millimetri
Contorno: DOMINUS *** PROVIDEBIT **********

Dritto: busto giovanile di donna (Vreneli), con acconciatura da sposa; bavero decorato con edelweiss (stella alpina); montagne sullo sfondo. In alto, HELVETIA; in basso a sinistra, firma dell’incisore F. LANDRY.
Rovescio: in alto, stemma di Stato svizzero in una corona di raggi di luce. Al centro, legenda 100 FR. In basso, intrecciati tra loro, un ramoscello di rosa alpina (rhododendron hirsutum) e di genziana. Data e segno di zecca B (Berna).

La moneta da 100 franchi è stata coniata solo nel 1925 in appena 5.000 esemplari.

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