Zimbabwe, testimonianze dell’iperinflazione

Lo Zimbabwe vive una situazione di iperinflazione sin dai primi anni 2000, ovvero da poco dopo la confisca dei terreni agricoli posseduti dai bianchi e il ripudio dei debiti nei confronti del Fondo Monetario Internazionale. Dal 2006 la situazione peggiorò perché la somma di dollari stampati aumentò in modo spropositato. Il 28 luglio 2007 il presidente Mugabe affermò che lo Zimbabwe avrebbe continuato a stampare moneta finché questa fosse stata insufficiente per finanziare i progetti pubblici: nel 2008 il tasso d’inflazione annuo del dollaro dello Zimbabwe era pari a 89.700 miliardi di miliardi (89,7×1021) punti percentuali.

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Il video che segue risale al marzo 2009 e mostra come molti cittadini dello Zimbabwe riescono a sopravvivere solo diventando minatori ed estraendo piccole quantità d’oro, per poi acquistarvi del pane. Coloro che non riescono a compiere questa attività rischiano seriamente la fame e la morte, come il bambino che non mangiava da tre giorni (minuto 2.15).
Questa situazione, causata da una politica monetaria scriteriata (emissione incontrollata di cartamoneta), è a tutt’oggi invariata.


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