N-14 – L’Impero (I parte)

1804-1805: l’incoronazione, il nuovo assetto dell’Italia, la battaglia di Austerlitz e la pace di presburgo
Il 18 maggio 1804 il Senato adotta il senatoconsulto che proclama Napoleone imperatore dei francesi. Il 2 dicembre Napoleone si incorona nella cattedrale di Notre Dame a Parigi; il papa Pio VII prende parte alla cerimonia ma, per la prima volta, non è lui ad incoronare il sovrano.
L’evento fu messo su tela dal pittore Jacques Louis David (sotto potete vederne un particolare). Una curiosità a proposito di questo quadro: la madre di Napoleone (Letizia Ramolino) è raffigurata seduta al centro della tribuna in alto. In realtà, non era presente alla cerimonia perchè non sopportava di vedere incoronata Giuseppina, concui aveva forti attriti. Napoleone, per non dare adito a pettegolezzi, ordinò a David di inserire la madre nel quadro.
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Il 26 maggio 1805 viene incoronato come re d’Italia a Milano. La città diventa capitale dell’Italia. Eugenio Beauharnais (figlio di Giuseppina, la moglie di Napoleone) viene nominato vicerè.Qui sotto: la corona ferrea longobarda con cui fu incoronato Napoleone a Milano.

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Il 4 giugno la Repubblica Ligure viene aggiunta all’Impero come provincia, dopo un referendum (favorevoli il 95% dei votanti, che a loro volta erano il 25 % degli aventi diritto); Lucca diventa una repubblica governata dalla sorella di Napoleone, Elisa, moglie del principe Felice Baciocchi.Lo stesso giorno si forma la terza coalizione, composta da Inghilterra, Austria, Russia, Svezia e l’ex Regno di Napoli: è la guerra.
Il 14 ottobre 1805 si combatte la prima battaglia. Napoleone vince ad Elchingen; cinque giorni dopo vince ad Ulm. Qui, dopo la battaglia, cattura 30.000 prigionieri.
Il 21 ottobre l’ammiraglio inglese Nelson distrugge la flotta francese a Trafalgar ma muore durante la battaglia.
Il 12 novembre Murat conquista Vienna, ma avvia una trattativa con i russi: è una trappola. I russi usano il tempo concessogli da Murat per riorganizzarsi. Ora i francesi sono in netta inferiorità numerica: Napoleone intuisce che può vincere solo se riuscisse ad imporre al nemico il luogo e la data della battaglia da lui scelti. E ci riesce. Organizza false postazioni, fa credere al nemico di essere debole, impartisce finti ordini di ritirata…..
E così il 2 dicembre (nel giorno del primo anniversario dell’incoronazione a Notre Dame), l’esercito francese affrontò gli eserciti alleati ad Austerlitz. Ecco le fasi principali della battaglia:
ore 4.00: tutti i francesi in una fitta nebbia prendono le proprie posizioni assegnate per la battaglia;
ore 10.00: primo contatto fra i due eserciti. I russi austriaci iniziano ad essere attaccati ai fianchi;
ore 13.00: i russi contrattaccano e cadono nella trappola preparata da Napoleone; la tenaglia francese si chiude;
ore 15.00: buona parte dell’esercito alleato viene messo in fuga o distrutto;
ore 15.30: ultimo atto. Mentre l’ala sinistra tenta di battere in ritirata scegliendo il lago ghiacciato di Satschan Napoleone dal Pratzen dominando questa via di fuga, fa portare 25 cannoni e ordina di sparare sul lago per rompere il ghiaccio. Finiscono inghiottiti nelle acque gelide 2000 russi e 38 squadre di artiglieria.
Il bilancio della battaglia fu di 11.000 morti russi, 4.000 austriaci e 1.300 francesi. Sui dati dei prigionieri il generale Thiebald riferisce: ” Fino all’ultima ora non prendemmo alcun prigioniero, non potevano correre rischi, non potevano fidarci, e quindi non lasciammo dietro noi nessun nemico vivo. Solo alle 16,30 esercitammo maggiore pietà. Perfino Napoleone soccorse i feriti, dando loro del brandy con le sue stesse mani”.
Alle 16.30, sul campo di battaglia scende la neve, come a voler coprire il grande mattatoio.

Il 7 dicembre, ancora ad Austerlitz, vengono promulgati due decreti per dare a loro premi e ricompense. Due milioni di franchi in oro da distribuire fra gli ufficiali e i soldati. E Napoleone non dimentica i caduti: le vedove avrebbero ricevuto una pensione a vita. I figli orfani sarebbero stati adottati formalmente dall’imperatore, i ragazzi potevano aggiungere al loro nome “Napoleone”, studiare nelle scuole speciali e ricevere un posto di lavoro, mentre alle ragazze era in serbo una dote per il matrimonio pagata dallo Stato.

Il 15 dicembre a Schoenbrunn, la Francia firma un trattato con la Prussia che s’impegna a non intervenire in nessun conflitto futuro in cambio della allettante offerta di Hannover. Federico Guglielmo III (con intenzioni non ancora chiare) non manterrà i patti già il prossimo anno, entrando nella quarta coalizione.
Il 26 dicembre viene firmata la pace di Presburgo. L’Austria é costretta a cedere a Napoleone tutti i territori veneti, avuti a Campoformio, che vengono uniti al Regno d’Italia, inoltre deve rinunciare a ogni influenza in Germania, dove i ducati di Baviera e di Wuertemberg, con ingrandimenti territoriali, si costituivano in regni indipendenti. La Baviera -prima era entrata nella coalizione, poi si era improvvisamente alleata con la Francia- a fine guerra raccoglie i copiosi frutti del voltafaccia e si permette di cedere in regalo il Tirolo.

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