La cristallizazione dell’argento: riconoscerla e curarla

CHE COS’É LA CRISTALLIZZAZIONE
A diversi collezionisti di monete antiche (greche, magnogreche, denari romani e altre) è capitato che alcune monete in argento si siano spezzate all’improvviso e senza un apparente motivo. Infatti alcune monete antiche in argento si spezzano facilmente dopo essere state leggermente toccate o – addirittura – dopo uno sbalzo di temperatura.
Ciò è dovuto al fenomeno della cristallizzazione, che consiste in una lenta ma progressiva migrazione degli atomi di rame verso la superificie. Così all’interno della moneta si creano dei vuoti e il tondello diventa molto fragile.

Per dirla in termini più tecnici, la cristallizzazione dell’argento consiste nella precipitazione selettiva dalla lega del rame ai bordi dei cristalli che provoca a livello microscopico una corrosione inter-cristallina e quindi infragilimento della moneta. Il fenomeno è quindi un naturale processo di dealligazione che tende a corrodere per primo il metallo meno nobile che gradualmente si trasforma in prodotto di corrosione lasciando vuoti gli spazi occupati in origine dal metallo legato.
Quindi “cristallizzazione dell’argento” è un termine improprio perché il metallo che cristallizza non è l’argento ma il rame presente nella lega.

Al variare della composizione della lega varia il comportamento del metallo rispetto alla cristallizzazione, che colpisce solo le monete in cui la presenza di rame oscilla dall’1,5% al 10%.
Infatti a temperatura ambiente l’argento si mantiene stabile dal punto di vista fisico fino a un contenuto di rame nella lega di circa l’1%. A percentuali di rame comprese tra l’1,5% e il 10% avviene il fenomeno della cristallizzazione, mentre le leghe a contenuto di rame superiore al 10% sono resistenti a questo fenomeno.

In foto: una moneta persiana (591-628 d.C.) distrutta dalla cristallizzazione – Foto tratta dal web

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COME RICONOSCERE UNA MONETA CRISTALLIZZATA
É possibile diagnosticare la cristallizzazione di una moneta prima che questa si spezzi. Vediamo quali sono i sintomi della “malattia”:

  • il colore delle monete cristallizzate è diverso dalle altre: l’argento è più opaco e presenta una patina di un colore simile a quello dello zinco;
  • la moneta presenta un effetto “pelle di coccodrillo” (vedi foto in basso), che non necessariamente si riscontra in modo uniforme su tutta la superficie; questo dipende principalmente dalla variabilità del metallo, soprattutto in caso di leghe difformi e non perfettamente amalgamate;
  • il suono è diverso: per ascoltarlo si deve far girare la moneta su una superficie dura. Se il suono è limpido e tintinnante la moneta è integra; se invece produce un suono cupo, quasi vuoto, significa che la coesione interna tra i metalli è compromessa e che molto probabilmente la moneta è colpita dalla cristallizazione. Nell’effettuare questa prova non serve far cadere la moneta, ma basta appoggiarla e farla ruotare: quando la velocità diminuisce e la moneta si poggia orizzontalmente sulla superficie si sentirà il suono.

COME CURARE LA CRISTALLIZZAZIONE
Esiste un metodo per prevenire la rottura delle monete cristallizzate; si chiama “rinvenimento” e restituisce le proprietà elastiche al metallo. Di certo questo non è un metodo ortodosso di trattare le monete antiche, visto che attuandolo si perde completamente la patina, ma in certi casi disperati è l’unica via praticabile per preservare l’integrità della moneta.

Ecco cosa bisogna fare: si deve prendere delicatamente la moneta e riscaldarla, per gradi e lentamente, fino a portarla a circa 500° di temperatura (“calor arancione”). Poi bisogna farla raffreddare lentamente e ripetere il riscaldamento per 4-5 volte; l’ultimo riscaldamento deve portare la moneta al calor bianco, quindi ad una temperatura ancora superiore.
Alla fine del trattamento la patina naturale sarà scomparsa e la moneta sarà coperta da una leggera patina bianca, ma per rimuoverla basterà trattarla con un pò di dentifricio o di abrasivo per lenti.
Così la moneta “malata” guarirà, tornando ad essere sana e robusta.

Nota importante: se la moneta è conservata in una zona umida, prima di effettuare il “rinvenimento” bisogna assicurarsi che la moneta sia asciutta completamente. Quindi tenetela in forno a 50° per una o più ore, in modo da far evaporare anche la minima traccia d’acqua. Se non effettuerete questa operazione, non appena la temperatura avrà oltrepassato i 100°, la moneta esploderà a causa del vapore formatosi al suo interno.

In foto: l’effetto “pelle di coccodrillo” visibile su uno statere di Creso in elettro (550 a.C. circa). – Foto tratta dal web (asta Goldberg 69)

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